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Pasqua in Calabria: i riti della tradizione

La Calabria è una regione che affascina per le proprie tradizioni che sono frutto del passaggio di diversi popoli. Ogni festività affonda le sue radici a molti secoli fa. Hai intenzione di trascorrere le vacanze pasquali nella regione? Gli eventi sono assolutamente da non perdere. Se desideri scoprire quali sono i riti della tradizione Pasqua in Calabria non ti resta che leggere questo articolo.

I riti cattolici della Pasqua in Calabria

La religione cattolica è una delle più diffuse al mondo e anche nella nostra regione la maggior parte della popolazione è di fede cattolica. Per questo motivo durante la settimana santa si svolgono gli stessi riti pasquali in molti paesi e paesini. Si inizia il venerdì Santo e si finisce con la resurrezione della domenica rappresentata dall’Affrontata.

L’Affrontata

L’Affrontata è un termine in italiano che indica il rito cattolico dell’incontro tra due statue che provengono da due chiese diverse. Il rito ha origini molto antiche che risalgono al Seicento. Nei vari dialetti calabresi è chiamata anche Affruntata, Cunfrunta, Cumprunta, Svelata, ‘Ncrinata, a Giunta. Si tratta di una manifestazione religiosa che è tipica delle province di Vibo Valentia e di Reggio Calabria. Il rito si svolge la mattina della domenica di Pasqua quando la Madonna avvolta nel manto nero in segno di lutto riceve da San Giovanni Apostolo la notizia che Gesù è risorto. La processione culmina con l’incontro tra la statua di Gesù e quella della Madonna affiancati dalla statua di San Giovanni.

Il rito dei battenti

Il rito dei battenti è una tradizione secolare che risale al Seicento. Questa manifestazione si svolge a Verbicaro (Cosenza) e a Nocera Terinese (Catanzaro) seppure in giorni e modalità differenti. Il rito dei battenti rappresentare la Passione di Cristo e i fedeli che fanno un “voto” si flagellano le gambe fino a che non esce sangue.

I riti dell’area grecanica della Pasqua in Calabria

L’area grecanica della Calabria è una zona che si trova a sud-est della provincia reggina tra l’Aspromonte e il mare Ionio, tra la Locride e la città di Reggio. Il nome di questa zona dove si parla il greco antico è Bovesìa perché Bova è la centro più importante. La domenica delle palme a Bova si svolge il rito delle Pupazze o delle Persephoni. Si tratta di manichini fatti con palme e canne di fiumara che dall’Ottocento segnano il passaggio di stagione dall’inverno alla primavera. Questo era un periodo in cui si coltivavano i campi e avvenivano anche i fidanzamenti. Alla fine della festa i manichini vengono bruciati tutti insieme in un falò.

I riti arbëreshë della Pasqua in Calabria

Gli arbëreshë sono gli italo-albanesi discendenti degli albanesi scappati dall’Albania tra il Quattrocento e il Settecento per sfuggire ai turchi-ottomani che avevano conquistato quei territori dopo la morte di Giorgio Castriota Scanderbeg. Da quei territori arrivarono nell’Italia meridionale mantenendo la propria cultura, la propria lingua e le proprie tradizioni. In Calabria sono presenti soprattutto in provincia di Cosenza.

Il rito religioso degli arbëreshë è quello greco-bizantino e la Pasqua si chiama Pashkët. Questa è un occasione per ballare tutti insieme nei balli a semicerchio detti Vallje. Tutti sono vestiti con gli abiti tradizionali colorati e addobbati con oro e gioielli. La Pashkët è un momento che ricorda anche la resistenza contro i turchi-ottomani attraverso il canto di Scanderbeg, dedicato all’eroe nazionale.

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